(riceviamo da Patrizia e Andrea Zamengo dopo il Torneo a Squadre di Montebelluna del 6-2-2005 )

 

Torneo a squadre: un’occasione.

 

Per quest’occasione mi piace l’idea di partire dalla fine.  La premiazione.  Una delle nostre squadre ha vinto il torneo di sua competenza; provate a crearvi l’immagine, tre ragazzi ed un bambino che si incamminano in fila verso la medaglia d’oro.  Una squadra che proprio per la particolarità della sua formazione fa disegnare un sorriso sul volto degli adulti presenti.  Tre ragazzi di 14/15 anni ed un bambino di sette, che parlano tra di loro, si comportano tra di loro come se non ci fosse differenza di età.  Forse, proprio la stima che regnava sovrana tra loro ha portato alla vittoria la squadra.

La considerazione a posteriori, che in qualità di genitrice ho fatto sul gioco degli scacchi, si riassume perfettamente nel vocabolo “valori”.  Infatti, agli albori della frequenza al circolo dei miei rampolli, non avrei mai pensato che un gioco avrebbe potuto trasmettere messaggi di lealtà, generosità, considerazione del prossimo.  Non avrei mai pensato che un gioco, tutto sommato individualista, avrebbe potuto aggregare in senso positivo questi ragazzi.

Tutto questo si concentra nel gioco a squadre e quindi l’effetto ne viene amplificato.  La gioia per la vittoria di uno è gioia per gli altri componenti la squadra, ma anche per gli altri partecipanti dello stesso circolo.  La delusione e frustrazione per aver perso una partita vengono  accolte anche dagli altri, non per deridere o consolare, ma per qualcosa di più grande, la condivisione.

Come genitore accompagnatore percepire questo clima tra i ragazzi fa evaporare la stanchezza della giornata, e ti porta a formulare un grosso grazie a chi con la sua energia ha dato vita a tutto questo (Carlo), a chi con la sua determinazione e disponibilità alimenta tutto questo (Veronika).  Senza dimenticare che questi ragazzi si dissetano alla fonte dei maggiori, dai quali traggono non solo miti, ma anche insegnamento.  Grazie anche a tutti quei genitori che si sono prestati e che si presteranno ancora ad accompagnare ai vari tornei i propri figli e, a chi non potendo venire, telefona per condividere la gioia o la delusione del risultato.

E non è finita qui. Purtroppo la seconda squadra in “fascia B” non ha potuto contare su un giocatore che la sera prima ha ceduto all’influenza, ma il suo capitano ha combattuto da Leone in prima scacchiera e ha gestito al meglio la formazione. Segno di maturità anche per ragazzi ancora giovani.

Ha ben figurato anche la squadra in “fascia A”, il top del torneo a squadre. E’ arrivata seconda. A metà giornata era prima, e fino alla fine ha contrastato lo strapotere della squadra del circolo ospitante. Peccato non esser riusciti ad allestire una squadra anche in “fascia C”, forse proprio per questo motivo il “Circolo Capablanca” non è riuscito a portare a casa il trofeo per il miglior punteggio a livello circolo. Siamo arrivati secondi e contenti comunque. Anche nel torneo Open individuale il nostro circolo si è fatto vedere, ha conquistato il secondo posto riservato ai Non Classificati piazzando “papà Mario” in classifica.